Guida di Taranto

Taranto, grazie alla sua posizione affacciata sul mare, ha una lunga tradizione di città portuale e di arsenale della Marina Militare. Il suo centro storico, dominato dal Castello Aragonese, conserva resti che riportano fino al periodo ellenistico, per quanto le origini della città vadano fatte risalire ancora più indietro nei secoli. La gastronomia locale attinge dalla terra e dal mare per comporre piatti gustosi e dolci con miele e frutta secca.

La provincia di Taranto occupa un territorio compreso fra la Puglia settentrionale, la Basilicata e il Salento ed è bagnata dal mar Ionio. La storia della provincia ha inizio con la colonizzazione greca, che la leggenda attribuisce a Taras, figlio di Nettuno. La provincia divenne nel corso dei secoli una delle più importanti aree della Magna Grecia, grazie alla particolare posizione geografica e alla presenza del porto di Taranto. Le dominazioni dei normanni, degli aragonesi e dei borboni favorirono lo sviluppo della provincia, fino all’annessione al Regno d’Italia. L’attività navale, l’industria siderurgica, la pesca e la mitilicoltura sono tradizionalmente considerate i settori trainanti dell’economia tarantina.

La fama della provincia di Taranto è legata al Golfo sul mar Ionio. In estate, molte località lungo la costa, tra le quali Castellaneta Marina, Leporano e Campomarino, sono prese d’assalto dai turisti in cerca di stabilimenti balneari e di spiagge attrezzate. Ma è soprattutto l’enogastronomia ad attirare visitatori da ogni parte d’Italia. Nei ristoranti, nelle pizzerie e nelle trattorie tipiche è possibile assaporare prelibatezze, come i cavatelli con le cozze o le orecchiette alle cime di rapa.

Taranto da sorseggiare

Conoscere la città di Taranto attraverso una visita al suo borgo antico permette di scoprire le tracce delle civiltà che si sono succedute sul territorio, a partire da Piazza Castello in cui si trovano tre colonne facenti parti dell'antico Tempio Dorico, luogo di culto di epoca greca. Al XIV secolo d.C. risale invece l'ex convento di San Domenico, in via Duomo, di cui oggi è visitabile il chiostro.

Passeggiando per il centro storico si incontrano numerosi palazzi risalenti al periodo della dominazione spagnola e luoghi di culto la cui architettura spazia dal barocco al gotico al neoclassico. Oltre al Museo Archeologico Nazionale, a Taranto si trova il museo etnografico Majorano, la cui collezione è un'esplorazione nella storia del territorio, dalle tradizioni popolari alla ritualità religiosa, fino alla vocazione marinara.

Ed è sul mare che affaccia l'edificio più imponente della città, il Castello aragonese fatto ricostruire nel XV secolo dal re di Napoli a difesa della costa e in seguito utilizzato come prigione e come caserma. Da qui si domina il Mar Ionio, nel quale si può fare un giro in battello, arrivando alle Isole Cheradi nel Mar Grande. Al ritorno, immancabile un piatto di cozze scegliendo tra le varie ricette del territorio, tra cui quella con i tradizionali cavatelli.

Alla scoperta degli scavi archeologici di Taranto

Fondata da coloni spartani nel 706 a.C., Taranto divenne un importante centro della Magna Grecia. Poco o nulla rimane però dei numerosi edifici risalenti a quel periodo. Più evidenti sono invece le tracce della Tarentum romana: sono infatti giunti fino ai giorni nostri l'Anfiteatro, i resti di antichi impianti termali, alcune case private decorate con ricchi mosaici e le necropoli greco-romane (in tutto 160 tombe dislocate in sette diversi siti archeologici della città).
 
Insomma, Taranto è una città tutta da scoprire per gli amanti di antichità e il punto di partenza ideale è senza dubbio il MARTA - Museo Nazionale Archeologico di Taranto, uno dei più importanti d'Italia. Presso il museo, che ha sede nell'ex Convento dei Frati Alcantarini, oltre alle raccolte e alle esposizioni permanenti e temporanee, è possibile reperire informazioni utili per una visita delle aree di interesse archeologico presenti in città e in provincia. Fra queste, grande interesse riveste l'Anfiteatro romano, di cui però sono visibili solo poche tracce: la struttura, databile tra l'età augustea e i primi decenni del I sec. d.C., è infatti sepolta sotto costruzioni più recenti ed è venuta alla luce in seguito a scavi e rilevamenti che si sono succeduti nel corso degli anni, l'ultimo dei quali risale al 2005.
 
Altre importanti testimonianze di epoca romana sono i resti della Villa Suburbana di viale Virgilio, quelli delle ville di Palagiano e Leporano e il Santuario rinvenuto all'interno dell'Ospedale militare (probabilmente un tempio dedicato a Venere Libitina, dea dei funerali).